Robin Williams ne L'Attimo Fuggente in piedi sulla cattedra

Presentazione della rassegna cinematografica “Insegnare, imparare, crescere”

Il cinema ha rivolto il proprio sguardo ai rapporti educativi, all’insegnamento e al mondo della scuola già a partire dai primi decenni del Novecento. Non solo la lunghissima serie di film, documentari e docufilm realizzati ha dato luogo a un vero e proprio genere cinematografico, ma rintracciando alcuni tratti comuni o stereotipi, riproposti nel corso del tempo, in contesti e con punti di vista differenti, è possibile tracciare anche una divisione in sottogeneri.

Pochi di questi film hanno avuto vasta diffusione e ancor meno sono riusciti a farsi strada nell’immaginario comune. Parlare di questo genere cinematografico equivale spesso a pronunciare il titolo del suo più celebre rappresentante: L’attimo fuggente. Il film di Peter Weir, reso indimenticabile dalla istrionica e carismatica interpretazione di Robin Williams, però, non è che il più illustre rappresentante di uno dei sottogeneri, cioè il film in cui un insegnante, diverso dagli altri e dall’istituzione scolastica in cui opera, assurge al ruolo di protagonista ed eroe solitario, cercando di sottrarre i propri studenti all’omologazione del pensiero e delle azioni.

I sottogeneri possono essere anche molto differenti tra loro. In numerosi film, l’istituzione mostra solo il suo volto autoritario e repressivo e sono gli studenti a tentare (non sempre con esito felice) l’assalto al punto debole, la forzatura ai vincoli imposti, cercando una strada verso la crescita e/o la libertà. Un filone che negli ultimi anni ha mostrato grande vitalità è quello in cui l’insegnante non è presentato tout court nel suo ruolo istituzionale: gli interessi, le passioni e i problemi che vive come essere umano svolgono un ruolo centrale nel suo lavoro e vi si ripercuotono in vari modi. In altri casi, l’insegnante può rivolgere la propria attenzione a un solo tipo di studenti: gli emarginati, i più poveri, i più violenti, quelli con problemi psicologici legati alla sfera sessuale o familiare, gli stranieri, i nerd. La storia degli studenti e degli insegnanti può intrecciarsi a eventi storici cruciali o la cornice storica può essere a malapena delineata; la storia può avere un risvolto edificante o trasudare il più nero pessimismo; il contesto può essere molto territoriale, con risvolti linguistici di incontro/scontro tra la lingua che la scuola dovrebbe insegnare e il/i dialetto/i che, inevitabilmente, si alimentano della comunicazione quotidiana vissuta dagli studenti; il rapporto tra docenti e studenti può implicare uno scontro con le famiglie o un mutuo sostegno.

Si pone allora il problema, come sempre, di identificare gli elementi comuni che permettono a un film di essere inserito all’interno di questo vasto genere. Nella rassegna che abbiamo organizzato, gli elementi presi in considerazione sono quelli che le danno il titolo: “Insegnare, imparare, crescere”.

Proietteremo film che rappresentano diversi filoni e punti di vista: il processo di insegnamento, con focus sull’insegnante nelle sue vesti istituzionali e al di fuori di esse, per cercare di ragionare sui modi in cui vita privata e attività didattica ed educativa si influenzano reciprocamente; il processo di apprendimento, dedicando attenzione ai suoi differenti modi e contesti; infine, la crescita che, inevitabilmente con il trascorrere del tempo, deriva dagli incontri e dagli scontri tra chi insegna e chi impara. Non cederemo, però, alle sirene delle magnifiche sorti e progressive, anzi constateremo come a una sempre più accurata analisi, in campo scientifico, non corrispondano in modo deciso altrettanti importanti traguardi per gli studenti e gli insegnanti del mondo.

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