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Strada con la scritta start

Tanto per cominciare

conoscenza

Vorrei inaugurare questo blog con qualche riflessione su come siamo arrivati a ideare il progetto di Laudes.

Dopo la laurea magistrale, non avendo potuto prendere l’abilitazione all’insegnamento per motivi economici (ebbene sì, qui in Italia devi avere i soldi anche per fare l’insegnante di liceo, grazie al Tfa), ho visto i miei sogni di adolescente andare in frantumi. Mentre cercavo invano un lavoro in regola, ho continuato a mantenermi dando lezioni private ai miei allievi, croce e delizia dei miei pomeriggi. Finché, un giorno, mi è arrivata una proposta di lavoro come segretaria. Avrei dovuto lasciare tutti i miei ragazzi a metà anno, ma in compenso avrei avuto un lavoro con contratto, tredicesima e ferie…

Per due giorni ci ho pensato. Poi ho capito che non dovevo rinunciare al mio sogno di fare l’insegnante;  già stavo facendo ciò che amo fare, ma andava messo in regola. Il mondo delle ripetizioni, però, è una giungla: tutti le danno in modo indiscriminato, anche chi non è in grado di farlo.

È nata così l’idea di creare un’associazione culturale no profit che fornisse ai soci un servizio serio e professionale, con docenti non solo competenti, ma anche bravi a interagire con i ragazzi. Molto spesso, gli studenti sono visti da quelli che gli danno ripetizioni come dei veri e propri vitalizi: noi invece vogliamo insegnargli un metodo di studio perché un giorno (il prima possibile) possano fare a meno di noi. Laudes nasce così.

Qualcuno mi ha chiesto di spiegare perché abbiamo scelto l’albero. Perché è il simbolo della conoscenza per eccellenza, sin dalla Genesi biblica. Cartesio, riprendendo l’immagine, diceva che «Tutta la filosofia è come un albero, le cui radici fanno la metafisica, il tronco la fisica e i rami che escono da questo tronco sono tutte le altre scienze, che si riducono a tre principali, ossia la medicina, la meccanica e la morale, voglio dire la più alta e più perfetta morale, che, presupponendo un’intera conoscenza delle altre scienze, è l’ultimo grado della saggezza». Il filosofo e matematico dimentica le humanae litterae, ovvero le discipline letterarie, e le arti; ovviamente, da brava grecista, credo che nell’albero della conoscenza debbano avere un posto di privilegio. Ma lo perdono.