Tutti gli articoli di Redazione

Peter Tabichi insegna

Peter Tabichi (Kenya) vince il Global Teacher Prize 2019

Il 23 marzo 2019 è stato assegnato il quinto Global Teacher Prize, il premio al “miglior insegnante del mondo” organizzato dalla Varkey Foundation. Il vincitore è un insegnante kenyano, Peter Tabichi, frate francescano che insegna alla Keriko Mixed Day Secondary School, in una regione della Rift Valley.

Come si sa, il premio viene assegnato a docenti che lavorano in contesti in cui l’insegnamento e la frequentazione scolastica sono resi difficili dal contesto socio-economico (problemi che non riguardano solo nazioni poco sviluppate, gli scorsi anni è stato assegnato anche a docenti che lavorano in Canada, Stati Uniti o Regno Unito). Contesti in cui la bravura e l’impegno di un insegnante possono fare davvero la differenza.

Il contesto in cui insegna Peter Tabichi, insegnante di Scienze, è condizionato non solo dall’estrema povertà, ma anche da un quadro sociale fortemente eterogeneo, con ragazzi di diverse etnie e religioni. A questo si aggiungono naturalmente tutti i problemi legati a contesti in cui l’istruzione è poco sviluppata: ci sono 58 studenti per ogni insegnante, e alcuni ragazzi fanno fino a 7 km a piedi per raggiungere la scuola (scuola che ha un solo computer e una connessione a internet diciamo traballante).

L’insegnante kenyano, oltre a dedicare l’80% del suo stipendio all’aiuto dei ragazzi più poveri, si è concentrato in particolare sul gruppo di scienze, aiutando gli studenti nella preparazione di progetti scientifici (di cui il 60% ora viene selezionato per competizioni internazionali), incentrati soprattutto sul nutrimento e sul problema della siccità. Inoltre, con altri colleghi ha attivato un servizio di insegnamento uno-a-uno per matematica e scienze, rivolto soprattutto agli studenti con risultati meno positivi, che viene svolto spesso a domicilio e durante il weekend.

I risultati sono straordinari: in tre anni le iscrizioni alla scuola sono raddoppiate, la scuola è prima nelle graduatorie delle scuole pubbliche kenyane, i casi di cattiva condotta sono passati da 30 a 3 all’anno. Non solo: una squadra della scuola è stata selezionata per partecipare alla Fiera Internazionale della Scienza e dell’Ingegneria che si terrà a maggio a Phoenix, in Arizona (USA).

“Dall’Africa usciranno gli scienziati, ingegneri, imprenditori che saranno un giorno famosi in ogni angolo del mondo. E le ragazze saranno una parte enorme di questa storia.” ha detto Tabichi. Con insegnanti così non sarà difficile.

Studente annoiato durante l'esame di maturità

Nuova Maturità 2019 – Doppia materia nella seconda prova

Oggi è stato annunciato dal ministro Bussetti che nella Maturità 2019 la seconda prova sarà composta da due materie caratterizzanti e che questo varrà per tutti gli indirizzi scolastici. Il decreto ministeriale uscito oggi lo trovate qua.

Ci saranno quindi latino-greco per il classico, matematica-fisica per lo scientifico, ma non solo: gli istituti tecnici per il turismo avranno “discipline turistiche e aziendali” e “inglese” ; il liceo delle scienze umane avrà “scienze umane” e “diritto ed economia politica”; gli istituti tecnici con indirizzo informatica avranno “informatica” e “sistemi e reti”; mentre l’istituto professionale per i servizi di enogastronomia avrà “scienze degli alimenti” e “laboratorio di servizi enogastronomici”. La lista completa potete trovarla qua.

A compensare il maggior carico di studio in vista della seconda prova, Bussetti ha anche promesso che le prove saranno “più semplici” rispetto agli anni passati.

Un’altra novità molto importante (visto che per questa maturità mancavano modelli di prove con cui esercitarsi) è l’introduzione di simulazioni nazionali dell’esame organizzate dal MIUR. Queste le date:

Prima prova scritta: 19 febbraio e 26 marzo
Seconda prova scritta: 28 febbraio e 2 aprile

Infine, indicazioni anche sull’orale: le commissioni  prepareranno come ogni anno i materiali di partenza e di spunto, tenendo conto del percorso reale svolto dagli studenti e descritto nel documento che i consigli di classe consegnano il 15 maggio e, il giorno della prova, saranno gli stessi studenti a sorteggiare i materiali sulla base dei quali sarà condotto il colloquio.

Nuove prove di maturità

Seconda prova della maturità 2017/2018

Ieri sono state comunicate le materie della seconda prova per la maturità 2017/2018, l’ultima maturità che prevede l’attuale svolgimento (dal 2018/2019 infatti cambierà, come abbiamo scritto qua).

Non ci sono state particolari sorprese: per il liceo classico ci sarà la prova di greco, in un’alternanza ormai consolidata con il latino, mentre per lo scientifico la prova sarà di matematica, come è sempre avvenuto (per il liceo scientifico tradizionale non è mai uscita la prova di fisica). Sempre nell’ambito dei licei ci sarà scienze umane per il Liceo delle Scienze umane, discipline artistiche e progettuali  per il Liceo artistico, teoria, analisi e composizione per il Liceo musicale e tecniche della danza  per Liceo coreutico.

Per quanto riguarda gli istituti professionali e gli istituti tecnici, la seconda prova varia a seconda dell’indirizzo. Per quanto riguarda gli istituti professionali, scienza e cultura dell’alimentazione sarà la seconda prova dell’indirizzo Servizi enogastronomia e ospitalità alberghiera, con diritto e tecniche amministrative della struttura ricettiva per l’articolazione Accoglienza turistica; tecniche professionali dei servizi commerciali per l’indirizzo Servizi commerciali; tecnica di produzione e di organizzazione per l’articolazione Industria dell’indirizzo Produzioni industriali e artigianali e progettazione e realizzazione del prodotto per l’articolazione Artigianato; tecnologie e tecniche di installazione e manutenzione per l’indirizzo Manutenzione e Assistenza tecnica.

Per quanto riguarda invece gli istituti tecnici, come seconda prova ci  sarà economia aziendale per l’indirizzo Amministrazione, Finanza e Marketing; lingua inglese nell’articolazione Relazioni internazionali per il marketing e nell’indirizzo Turismo; estimo nell’indirizzo Costruzioni, Ambiente e Territorio; meccanica, macchine ed energia per l’indirizzo Meccanica, Meccatronica ed Energia; sistemi e reti per l’indirizzo Informatica e telecomunicazioni; progettazione multimediale per l’indirizzo Grafica e comunicazione; economia, estimo, marketing e legislazione per l’indirizzo Agrario.

Insieme alle indicazioni è arrivato l’in bocca al lupo della ministra Fedeli, che ha invitato gli studenti a continuare “a consolidare la preparazione, ad arricchire le conoscenze e competenze”, non solo per la Maturità ma “come bagaglio da portare lungo tutto l’arco della vita”.

Potete trovare l’elenco completo per ogni articolazione e per ogni progetto sul sito del MIUR: qua  per i licei, qua  per gli istituti professionali e qua per gli istituti tecnici.

Clark Kent diventa Superman

Miti di carta: il superumano nei fumetti – Mercoledì 29 novembre (Simone Vacatello)

1938, in Europa la crisi dell’individuo, dell’economia e dei vecchi imperi porta ai totalitarismi. Negli Stati Uniti, invece, colate di cemento che arrivano fino in cielo e promesse non mantenute di grandi opportunità dividono gli spiriti delle persone e proteggono il seme della corruzione, della violenza e della miseria. Solo che stavolta questi elementi non si limitano a far versare inchiostro solo su quotidiani e libri: nascono i supereroi a fumetti. Ma la loro parabola parte da ben più lontano, nasce dalle mitologie del mondo antico e arriva agli archetipi eroici dei secoli precedenti.
Mercoledì 29 novembre alle 21:30, a Laudes, Simone Vacatello ci farà un racconto di mitologie post-umane, epica in costume e mantello: da Ercole a Superman, da Edgar Allan Poe a Batman, dal libro della Genesi a Jack Kirby.

Ci vediamo nella nostra sede di via Ferdinando Martini, 13.
Vi aspettiamo!

 

Nuove prove di maturità

Come cambia la maturità dal 2018/2019

L’anno scolastico 2017/2018 sarà l’ultimo con l’usuale modalità di ammissione e svolgimento dell’esame di maturità: a partire dal 2018/2019 cambieranno molte cose. La riforma dà un peso maggiore alla valutazione complessiva del triennio (il credito scolastico, attribuito in base alla media voti, può valere fino a 40 punti) e aumenta l’importanza della prima e della seconda prova (che passano dal valere 15 punti a valerne 20). Ma vediamo nel dettaglio.

Ammissione

Per essere ammessi all’esame di maturità servirà avere la sufficienza (l’agognato 6) in tutte le materie; tuttavia, è possibile essere ammessi con un’insufficienza su disposizione (naturalmente motivata) del Consiglio di Classe. Inoltre, bisognerà aver frequentato almeno i tre quarti delle ore di didattica annuali, aver partecipato alla prova Invalsi del quinto anno (che verterà su italiano, matematica e inglese ma non inciderà sul voto finale), aver svolto l’alternanza scuola-lavoro e avere la sufficienza in condotta.

Commissione

La commissione resterà tale e quale: 3 membri interni, 3 membri esterni e un presidente esterno.

Le prove

La grande novità è che non ci sarà più la terza prova; rimangono solo le prime due prove: la prima di italiano, uguale per tutti gli indirizzi, la seconda verterà sulle discipline caratterizzanti del corso di studio. Ci sarà infine la prova orale, che toccherà tutte le discipline e che prevederà inoltre la presentazione di una relazione (scritta o come elaborato multimediale) dell’alternanza scuola lavoro.

Voto finale

Le prove scritte e il colloquio orale possono dare un massimo di 60 punti (20 + 20 + 20), il credito scolastico avrà un peso molto maggiore: si passa infatti dal massimo di 15 punti della vecchia maturità a un massimo di 40 punti della nuova maturità, assegnati nel triennio in base alla media voto (come nella tabella). Inoltre, la commissione potrà assegnare ulteriori 5 punti a fronte di un credito scolastico di almeno 30 punti e un risultato complessivo nelle prove d’esame di almeno 50 punti. La valutazione minima per superare l’esame è 60 su 100.

Maturità 2018/2019: assegnazione crediti

Curriculum dello studente

Un’altra grande novità è il curriculum dello studente e della studentessa, che verrà allegato al diploma: in questo documento figureranno le ore complessive di frequenza per ogni disciplina; l’esito, in forma descrittiva, della prova Invalsi e la certificazione delle abilita’ di comprensione e uso della lingua inglese; le conoscenze e le abilità acquisite durante il percorso scolastico; le attività extra-scolastiche svolte (culturali, artistiche, sportive, di volontario e dell’alternanza scuola lavoro).

Smartphone usato per studiare

L’uso degli smartphone in classe

Recentemente, la ministra Valeria Fedeli si è espressa favorevolmente sull’uso degli smartphone a fini didattici e ha istituito una commissione che dovrà dettare delle linee guida sul loro utilizzo in classe. Chissà come verranno accolte queste indicazioni da tutti quelli che, invece, credono che gli smartphone debbano essere vietati, vedendoli come pericolosi elementi di disturbo. In realtà, le ragioni che supportano entrambe le posizioni sono grosso modo corrette: gli smartphone sono utili, ma distraggono.

Nei 5 minuti che ho impiegato per iniziare a scrivere questo post mi sono arrivate due notifiche di Whatsapp, tre di Facebook e una di Messenger. Lo smartphone, i social network e i numerosi mezzi con cui ci relazioniamo ai nostri amici e colleghi sono indubbiamente un pericoloso disturbo, soprattutto quando dobbiamo portare a termine compiti (imposti o volontari) che, al contrario, richiedono concentrazione e quiete. E sono un elemento di disturbo che riguarda tutte le fasce d’età, anche quelle dei docenti e degli adulti in generale.

Smartphone e scuola

D’altra parte, ci vorrebbe davvero molta immaginazione per affermare che uno strumento portatile potente quanto un pc, connesso a internet, non possa servire come strumento didattico. L’unico dubbio è il come, visto che non siamo ancora riusciti a integrare l’uso del computer nella didattica tradizionale e non si vede per quale motivo dovremmo riuscirci in tempi brevi con gli smartphone.

“Allora intanto vietiamoli”, si potrebbe dire. E all’estero, in molte scuole, l’uso degli smartphone è vietato o rigidamente disciplinato, come riassume Alberto Magnani sul Sole 24 ore, anche con buoni risultati nel miglioramento delle valutazioni (ma è un parametro di dubbio valore). Inoltre, come scrive qualcuno, è proprio la scuola ad essere rimasta come ultimo luogo deputato a imporre delle regole e dei limiti invalicabili nell’educazione di un ragazzo.

Tuttavia, la storia ci insegna che vietare un uso condiviso da tutti (che, naturalmente, non danneggi il prossimo) difficilmente contribuisce a porre un argine a quell’uso. Non solo, nel caso degli smartphone, vietarne l’uso a scuola crea un ambiente asettico, privo della principale fonte di distrazione contemporanea, con cui, al contrario, sarebbe bene confrontarsi sotto la vigilanza dei docenti proprio in un contesto in cui è richiesta concentrazione. Molti studenti che abbiamo seguito e seguiamo, pur volendo studiare, non si ritengono in grado di gestire il tempo e cadono inevitabilmente vittime del canto delle sirene digitali.

Cosa deve insegnare la scuola, se non soprattutto a farcela da soli? Proprio nella scuola, il luogo condiviso da tutti i giovani che richiede lo svolgimento di attività complesse non abituali nella quotidianità di un ragazzo, si dovrebbe insegnare a gestire (da soli e con gli altri) la propria energia e il proprio tempo, a indirizzare la concentrazione, a perseguire con costanza interessi che non siano solamente il (sacrosanto, nelle giuste dosi) cazzeggio.

Prima ancora che a usare gli smartphone come strumenti didattici, bisognerebbe insegnare a conviverci, senza pensare che siano una maledizione lanciata dal cielo, che la loro introduzione nelle nostre vite abbia peggiorato la società o, peggio, fare finta che non esistano.

Smartphone in classe