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Martedì 7 marzo – Insegnare consapevolmente: 40 anni di educazione linguistica democratica (Giulia Addazi)

Cosa c’è dietro le politiche scolastiche degli ultimi quarant’anni? Possiamo incolparle delle carenze degli studenti di oggi?

Sulla scia del recente dibattito sulla scuola e sull’educazione nel nostro paese, tornato in auge dopo la morte di Tullio De Mauro (principale fautore del manifesto del Giscel “10 tesi per un’educazione linguistica democratica”) e in occasione del cinquantenario della morte di don Milani, martedì 7 marzo alle 21:30 con Giulia Addazi, dottoranda presso l’Università per Stranieri di Siena, proveremo a capire meglio la situazione odierna ripercorrendo le principali tappe dell’educazione linguistica italiana, un argomento di cui ultimamente si parla spesso a sproposito.

Domenica 26 Febbraio – Scrivere racconti: la ricerca dell’essenziale (Giulia D’Alia)

Siamo bombardati da status, notifiche, post, notizie e pubblicità. Su internet, attraverso i social, leggiamo tantissime cose ogni giorno, ma leggiamo sempre meno narrativa. O almeno così dicono le statistiche che contano quanti libri compriamo all’anno. A me non sono mai piaciute le statistiche, son troppo fredde. Vi dico una cosa però: credo che ci sfugga qualcosa sulla lettura. Non solo ci emoziona e illumina aspetti dell’umanità che ci erano prima oscuri – ma questo può farlo anche un film o un vecchio saggio incontrato alla stazione Termini. Leggere sviluppa la nostra immaginazione e ci insegna a osservare e scrivere. E scrivere a che serve?

È quello di cui vi parlerà Giulia D’Alia, domenica 26 Febbraio, alle 17, in una chiacchierata introduttiva all’arte della scrittura breve ed essenziale, quella che ci insegna a guardare noi stessi e il mondo senza pregiudizi. Scrivere è un istinto umano, nasce dal bisogno primario di raccontarsi. Ma farlo bene è ciò che distingue uno scrivente da uno scrittore.

Sabato 11 febbraio – La Venere di Milo tra letteratura e storia (Rosaria Frangione)

Quanti di voi sono stati al Louvre e hanno potuto ammirare la celebre Venere di Milo?

Sapete in quali circostanze è stata scoperta? Come è finita a Parigi? È per caso l’ennesima opera d’arte rubata dai francesi? E come è diventata uno degli ideali assoluti di bellezza femminile?

Questo sabato, Rosaria Frangione risponderà a tutte queste domande, raccontandoci la storia della Venere di Milo e mostrandoci le ripercussioni che ebbe la sua scoperta sulla letteratura a venire.

Ci vediamo sabato 11 febbraio alle 17 e 30 nella nostra sede di Via Ferdinando Martini, 13.

Non mancate!

Locandina della lezione di Anna Mattioni

Giovedì 26 gennaio – Ignoranti e curiosi: perché siamo tutti da Nobel (Anna Mattioni)

“Ma è difficile!”

È questa l’espressione che nelle sue varie declinazioni, pronunciate a volte con stupore e ammirazione, altre volte con rassegnazione o ripugnanza, sentiamo dire sempre quando si parla di biologia, matematica, fisica o scienze in generale. Ma è davvero così? In fondo all’origine della scienza e ciò che continua ad alimentarla nel profondo sono due cose che abbiamo tutti, in abbondanza e gratuitamente: l’ignoranza e la curiosità!
Beh che dire… allora possiamo essere tutti scienziati!

No? Non ci credete?

Ecco… vedete che siete degli scienziati. Ogni buon ricercatore sa che prima di formulare una teoria deve verificare che non sia falsa!

E allora venite a verificarlo giovedì 26/01/2016 alle 21:30 in Via Ferdinando Martini, 13.

Si parlerà di scienza, di ignoranza, di curiosità…e alla fine ad ognuno di voi resterà il piacere, l’onere e l’onore di formulare la propria di teoria a riguardo!

Presentazione della rassegna cinematografica “Insegnare, imparare, crescere”

Il cinema ha rivolto il proprio sguardo ai rapporti educativi, all’insegnamento e al mondo della scuola già a partire dai primi decenni del Novecento. Non solo la lunghissima serie di film, documentari e docufilm realizzati ha dato luogo a un vero e proprio genere cinematografico, ma rintracciando alcuni tratti comuni o stereotipi, riproposti nel corso del tempo, in contesti e con punti di vista differenti, è possibile tracciare anche una divisione in sottogeneri.

Pochi di questi film hanno avuto vasta diffusione e ancor meno sono riusciti a farsi strada nell’immaginario comune. Parlare di questo genere cinematografico equivale spesso a pronunciare il titolo del suo più celebre rappresentante: L’attimo fuggente. Il film di Peter Weir, reso indimenticabile dalla istrionica e carismatica interpretazione di Robin Williams, però, non è che il più illustre rappresentante di uno dei sottogeneri, cioè il film in cui un insegnante, diverso dagli altri e dall’istituzione scolastica in cui opera, assurge al ruolo di protagonista ed eroe solitario, cercando di sottrarre i propri studenti all’omologazione del pensiero e delle azioni.

I sottogeneri possono essere anche molto differenti tra loro. In numerosi film, l’istituzione mostra solo il suo volto autoritario e repressivo e sono gli studenti a tentare (non sempre con esito felice) l’assalto al punto debole, la forzatura ai vincoli imposti, cercando una strada verso la crescita e/o la libertà. Un filone che negli ultimi anni ha mostrato grande vitalità è quello in cui l’insegnante non è presentato tout court nel suo ruolo istituzionale: gli interessi, le passioni e i problemi che vive come essere umano svolgono un ruolo centrale nel suo lavoro e vi si ripercuotono in vari modi. In altri casi, l’insegnante può rivolgere la propria attenzione a un solo tipo di studenti: gli emarginati, i più poveri, i più violenti, quelli con problemi psicologici legati alla sfera sessuale o familiare, gli stranieri, i nerd. La storia degli studenti e degli insegnanti può intrecciarsi a eventi storici cruciali o la cornice storica può essere a malapena delineata; la storia può avere un risvolto edificante o trasudare il più nero pessimismo; il contesto può essere molto territoriale, con risvolti linguistici di incontro/scontro tra la lingua che la scuola dovrebbe insegnare e il/i dialetto/i che, inevitabilmente, si alimentano della comunicazione quotidiana vissuta dagli studenti; il rapporto tra docenti e studenti può implicare uno scontro con le famiglie o un mutuo sostegno.

Si pone allora il problema, come sempre, di identificare gli elementi comuni che permettono a un film di essere inserito all’interno di questo vasto genere. Nella rassegna che abbiamo organizzato, gli elementi presi in considerazione sono quelli che le danno il titolo: “Insegnare, imparare, crescere”.

Proietteremo film che rappresentano diversi filoni e punti di vista: il processo di insegnamento, con focus sull’insegnante nelle sue vesti istituzionali e al di fuori di esse, per cercare di ragionare sui modi in cui vita privata e attività didattica ed educativa si influenzano reciprocamente; il processo di apprendimento, dedicando attenzione ai suoi differenti modi e contesti; infine, la crescita che, inevitabilmente con il trascorrere del tempo, deriva dagli incontri e dagli scontri tra chi insegna e chi impara. Non cederemo, però, alle sirene delle magnifiche sorti e progressive, anzi constateremo come a una sempre più accurata analisi, in campo scientifico, non corrispondano in modo deciso altrettanti importanti traguardi per gli studenti e gli insegnanti del mondo.

Locandina della lezione di Simone Mucci

Mercoledì 30 novembre – Il cristianesimo delle origini (Simone Mucci)

Mercoledì 30 novembre ci incontriamo nuovamente presso la nostra sede di Via Ferdinando Martini, 13, per un nuovo evento culturale: Simone Mucci, nostro docenti di greco e latino, laureato a pieni voti in filologia classica, ci parlerà del cristianesimo delle origini.

Perché i vangeli canonici sono tali? Chi ha deciso che gli apocrifi sono apocrifi? Chi ha scritto i vangeli e gli altri libri del nuovo testamento? Gesù e le prima generazioni di seguaci volevano fondare una nuova religione? Partendo da alcuni testi del cristianesimo delle origini, analizzati con criteri storici e filologici, parleremo delle molteplici sette cristiane e della lotta senza quartiere che le ha coinvolte: una lotta secolare condotta a colpi di falsificazioni e manipolazioni, prima che si affermasse quella che tuttora è considerata l’ortodossia.

Quindi, mercoledì 30 novembre, alle 21 e 30, in Via Ferdinando Martini, 13: l’evento non durerà più di un’ora (ed è previsto un rinfresco!). Che altro dovete fare?